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BRACCO CUP: TRIONFANO INTER E ENOTRIA

Siamo giunti alla 38esima edizione del torneo Bracco Cup –Carletto Annovazzi, storica competizione organizzato dall’Enotria Calcio,società lombarda centro di formazione dell’Inter. Ogni giovedì sera, dal 25gennaio al 19 di aprile, due partite mozzafiato hanno regalato grandissimeemozioni al pubblico presente sugli spalti dell’impianto milanese.IL PERCORSO DELLESQUADREPronti? Via! Nel corso della prima fase si sono sfidate 14società dilettantistiche con partite ricche di emozioni, finite ai calci dirigore o con grandi goleade. Da un lato del tabellone stupisce l’Ausonia chedopo aver vinto le prime due partite per 4-1 e 5-1 e aver eliminato Pontisola eAlcione ai rigori, sbatte contro il muro della Rappresentativa Lombardia 1 chesi aggiudica la finale della fase dilettanti. Dall’altro lato del tabellonemeno sorprese ma non meno emozioni con ben due partite concluse dopo i tempiregolamentari. Alla fine la spuntano i padroni di casa dell’Enotria Calcio chevincono contro l’Aldini per 1-0.La Lombardia 1 e l’Enotria Calcio passano cosi alla seconda fase (e alla finaledella fase dilettanti), dove sono presenti squadre professionistiche e al primoturno vincono entrambe ai calci di rigore, rispettivamente contro Cremonese eGiana. Per niente sazie di vittorie passano anche i sedicesimi con laRappresentativa che elimina i piemontesi della Pro Vercelli e i padroni di casache rifilano un secco 3-0 al Novara. I sogni delle due outsiders si fermanoagli ottavi con la Rappresentativa eliminata da un gol del genoano Mariotti el’Enotria eliminata ai rigori dal Chievo colpendo per due volte la traversadagli undici metri (1-1 alla fine dei tempi regolamentari). Si prosegue con iquarti di finale, dominati da SPAL (5-0 al Genoa con una doppietta di Pilotto)e Atalanta (6-0 al Chievo) che in semifinale incontreranno le due milanesi. Laprima semifinale tra i ragazzi di Ferrara e l’Inter vede uscire vincenti inerazzurri dopo i calci di rigore, mentre l’Atalanta perde 1-2 in rimontacontro il Milan, trascinato dalle reti di Balesini e N’Gbesso.LE FINALILombardia 1 – Enotria 3-5dcr(2-2)La prima finale è proprio tra Enotria e RappresentativeLombardia 1. I padroni di casa si portano subito in vantaggio con un colpo ditesta di Bonacini ma vengono recuperati a inizio secondo tempo dalla rete diVergani. L’Enotria Calcio continua a spingere e trova il gol del vantaggio con Rosàa 10’ dalla fine. Succede tutto negli ultimi minuti: l’Enotria cambia ilportiere nei minuti di recupero e proprio all’ultimo secondo pareggia la Rappresentativadopo una mischia in area con il pallone che supera la linea di porta proprio trale mani dell’appena entrato Sgura. 2-2 e si va ai calci di rigore: è proprioSgura a parare ben tre rigori su quattro e regalare la vittoria ai propricompagni.Inter – Milan 2-0La finalissima tra Inter e Milan si svolge a spalti gremitie con Stefano Vecchi a dare il calcio di inizio (premio come allenatoreemergente 2018). Inizio di match caratterizzato da un Milan che gioca meglio eun’Inter che però ha più occasioni: ed è proprio così che al 9’ segna Politi incontropiede portando in vantaggio i nerazzurri. I rossoneri ci provano in tuttii modi ma non trovano il gol del pari e a inizio secondo tempo c’è il raddoppiodi Politi. I diavoli ci provano ancora, riversandosi nella metà camponerazzurra ma non trovano il gol del 2-1 e rischiano addirittura di subire ilterzo gol.CALCIO FEMMINILENon meno ricco di emozioni il torneo cui hanno partecipatole Giovanissime di 8 squadre lombarde. I quarti di finale hanno visto passareil Novara e il Brescia ai rigori, l’Inter (3-1 sul como) e l’Atalanta che chene rifila 6 al Fiammamonza. La prima semifinale tra Inter e Novara è a sensounico con le nerazzurre che vincono per 10-0 grazie al poker di Mariani e latripletta di Marengoni. La seconda semifinale tra Brescia e Atalanta è piùcombattuta con Gaia Bianchi che trascina la Dea con una doppietta. La finale èancora all’insegna dell’Atalanta e di Gaia Bianchi che con un gol per temporegala la vittoria alle bergamasche.

Il Viareggio è nerazzurro

E' una sfida infinita tra Inter-Fiorentina. Il gol decisivo lo segna il più giovane tra i giocatori, Edoardo Vergani nerazzurro doc. Classe 2001 e originario di Segrate, ha l'obbiettivo di raggiungere la prima squadra e di debuttare a San Siro. Edoardo ha sigillato la vittoria per l'Inter nel primo tempo supplementare della finale contro l'Inter. Un gol lampo per velocità di esecuzione e precisione per questo futuro campione.

Gli Alcântara

Gli Alcântara

26-01-2018

Alzi la mano chi può dire di avere un papà campione del mondo con la Selecao a USA '94, un fratello titolare nel Bayer Monaco, un altro fratello che dal Barcellona trasloca all'Inter e un cugino asso nel Valencia. Gli Alcântara sono una vera e propria "dinastia" di sportivi, di centrocampisti difensivi e offensivi e di bomber.Mazinho grande centrocampista degli anni 80-90 ha militato anche in Italia, nel Lecce e nella Fiorentina. L'apice della carriera ad USA '94 quando beffò l'Italia di Sacchi ai calci di rigori laureandosi Campione del Mondo. E proprio a San Pietro Vernotico, in provinca di Lecce, nacque l'11 Aprile 1991 il primogenito Thiago. Centrocampista duttile dalle eccelse qualità tecniche è ora uno dei pilastri del Bayer Monaco. Guardiola si innamorò a Barcellona e lo portò in prima squadra. Ha livello nazionale ha optato per la Spagna ed oggi è uno delle stelle della nazionale iberica. Il suo palmares fa già impallidire: 1 Uefa Champions League, 2 Supercoppa europea, 2 Coppa del Mondo per Club, 4 Campionati spagnoli, 2 Coppa di Spagna, 3 Supercoppa di Spagna, 4 Campionati tedeschi, 2 Coppa di Germania e 1 Supercoppa di Germania. Rafinha (Rafael Alcântara do Nascimento) è brasiliano, si sente brasiliano ed ha scelto la Selecao. Il 12 Febbraio 1993 a San Paolo, Mazinho e Valéria (ex pallavolista) conobbero il loro secondogenito. Caratteristiche tecniche e fisiche molto similari con il fratello Thiago, jolly della mediana, regista, trequartista, ala destra. Velocità di pensiero e di gamba, sinistro educato ed esplosivo, Rafinha nonostante abbia scelto la "otto" nerazzurro è il prototipo dei nuovi trequartista. Ha 12 anni venne catapultato nella cantera più rinomata del globo. Il Barcellona crede in lui, come con il fratello Thiago. Debutto in prima squadra con Guardiola ed addirittura incrocia il proprio destino già da giovanissimo con Mauro Icardi. Entrambi nel Barcellona B, Icardi era la riserva di Rafinha perchè all'epoca ogni squadra giovanile catalana giocava a specchio rispetto alla prima squadra. Quindi Rafinha anche Falso Nueve nel 4-3-3 di "Guardiola fattura". Il resto è d'attualità. Infortuni pesantissimi ne ostacolano la carriera che sembrava definitivamente sbocciata a Vigo, nel Celta. Come back Barcellona ed è a sorpresa tra gli undici titolari della partita da leggenda contro il PSG, quella del 6-1, quella del capovolgimento di ogni convinzione umana. C'è troppa concorrenza nel Barcellona e così la scelta di vita di qualche giorno fa. L'Inter punta sulla sua voglia di riscatto e allo stesso tempo spera che Rafinha possa essere l'anello mancante. Da duellanti a compagni di squadra, la strana storia di Mauro Icardi e Rafinha. Sei mesi di tempo poi la carrozza scomparirà e Rafinha, a meno del riscatto, dovrà ritornare a Barcellona. Rafinha ha già dovuto ordinare una bacheca più grande: 1 Oro Olimpico, 1 Uefa Champions League, 1 Supercoppa europea, 2 Campionati spagnoli, 4 Coppa di Spagna, 2 Supercoppa di Spagna.Padre, due figli, la madre abile sottorete e anche un nipote, gli Alcântara hanno nel loro dna lo sport. Rodrigo Moreno Machado è cugino di Rafinha e Thiago ed è uno dei migliori prospetti del Valencia. Nasce a Rio de Janeiro, il 6 Marzo 1991 e ha scelto la Nazionale spagnola. E' un attaccante, il suo raggio d'azione dunque è più avanti rispetto ai cugini. Scuola Real Madrid ha militato nel Castiglia, nel Bolton, nel Benfica ma la sua consacrazione è stata raggiunta nel Valencia dove le sue prestazioni ottime hanno attirato l'interesse di molti addetti ai lavori.

L'acchiappasogni smette di far sognare

Julio Cesar non è un portiere qualunque giunto al capolinea, è il portiere del Triplete. Julio Cesar arriva in punta di piedi nell'Inter. Nessuno o quasi credeva nelle qualità del classe 79 brasiliano, eppure in sette anni di onorata militanza nerazzurra seppe far ricredere scettici e detrattori. Brasile popolo di trequartisti ma anche di portieri.Il peso specifico di Julio Cesar è difficile da quantificare. E' stato un baluardo quasi insuperabile per gli anni di trionfo dell'Inter post Calciopoli. E' stato un autentico numero 1 nonostante il numero di maglia sia stato differente. E' stato artefice dei 5 scudetti, della Champions League, delle 3 Coppa Italia, delle 4 Supercoppa Italiana prima del suo sbarco in Portogallo. Chi è abituato a vincere non può che continuare con questa piacevole attività e così nel suo breve ma inteso periodo portoghese arricchisce il suo personalissimo palmares: 3 Campionati Portoghesi, 3 Coppa di Lega portoghese, 1 Coppa di Portogallo e 1 Supercoppa Portoghese. Manca solo l'acuto con la Nazionale Verdeoro. Non è capitato negli anni "up" perché il Brasile contemporaneo non è stato all'altezza del Brasile del passato e i successi in campo internazionale si limitano esclusivamente alla Champions League, troppo poco per uno dei più grandi.Le lacrime di Julio Cesar echeggiano nell'area e sono strazianti per chi ha visto da vicinissimo le gesta di uno dei portieri più forti della storia del calcio. Uno di quei portieri a cui era difficilissimo se non impegnativo segnare, Messi, uno dei più grandi, può certamente confermare.

A volte ritornano

Ci sono salite e discesa, ci sono momenti al top e momenti decisamente meno top, ci sono campionati nei quali sembri Maldini, Nesta e ci sono altri nei quali fai fatica pure a scendere tra gli undici. Andrea Ranocchia è questo, è stato sempre alla ribalta. Ha bruciato le tappe ad Arezzo, ha impressionato a Bari in tandem con Leonardo Bonucci poi la grande chance all'Inter post triplete. E' qui l'inizio è diventato la fine. Doveva essere il nuovo centrale su cui costruire futuri traguardi, in realtà si è rivelato forse per quello che è sempre stato, un ragazzo giovane, timido e ancora non pronto emotivamente per il grandissimo salto. Troppo pesante la maglia e la fascia da capitano dell'Inter, troppo pesante entrare nella scala del calcio.Non ha mollato però Andrea. Ha saputo ritagliarsi un ruolo, cucito addosso da Spalletti. Lo ha difeso sin da Riscone, lo ha coccolato, motivato e infine dato fiducia nel match che doveva segnare il sorpasso e la conquista della vetta. E Andrea non lo ha tradito. 90 minuti di sostanza, occasioni pure di timbrare il cartellino contro il Chievo Verona. Non sarà una finale di Champions League ma è comunque il punto di partenza per una carriera che fin troppo presto è stata data per finita.

Estate tempo di...ritiri!

Estate tempo di mare, ma anche di ritiri. I campionati emettono i loro ultimi verdetti solitamente nella prima decade di Maggio e da lì ai primi di Luglio, salvo eccezioni, i calciatori sfoggiano tatuaggi e bicipiti in giro per le spiagge più trendy italiane e non: Ibizia, Costa Smeralda, Mykonos solo per sognare un pò. QUI JUVENTUS - La vecchia Signora cambia tradizione e opta per l'estero. Piccolo raduno a Vinovo per le visite di routine poi Messico e Stati Uniti. Esigenze di marketing che si fondono con il campo per la gioia del portafoglio, meno degli allenatoriQUI INTER - Riscone di Brunico è la sede delle nuove speranze dell'Inter. Nuova rivoluzione estiva, nuovo tecnico, nuovi giocatori, la storia che si ripete. Ritiro però proficuo perché la nuova Inter 2017-18 è partita a vele spiegate, in perfetta sintonia con l'obiettivo minimo stagione, la tanto agoniata qualificazione alla prossima Champions League.QUI ROMA - E' stata per anni juventina, poi è stata invasa dal popolo nerazzurro, quest'anno si apre il ciclo di Di Francesco a Pinzolo. Solo una settimana per assimilare i primi schemi e calarsi nella mentalità del tecnico che da giocatore ha vinto l'ultimo scudetto nella capitale. Non c'è Totti dopo un quarto di secolo ed è già una notizia. Non è una notizia, il viaggio negli USA, patria della nuova proprietà.QUI NAPOLI - Effetti speciali, set hollywoodiani, invece decisamente sobrio il ritiro partenopeo. De Laurentis è uomo di spettacolo ma anche di sostanza e il nuovo/vecchio Napoli di Sarri riparte da dove tutto ebbe inizio: quest'anno l'obbligo è il titolo, nascondersi non è mai stato più difficile. QUI MILAN - Di inverno, autunno, primavera ed estate è sempre e solo Milanello. Il Milan è fedele al proprio centro operativo e tra sabbia e verde, Montella e il suo staff ha il medesimo obiettivo della squadra dell'altra sponda del Naviglio: il ritorno in Europa.QUI LAZIO - Auronzo è la meta designata da anni per la preparazione alla nuova stagione e Lotito è legato alle tradizioni. Stagione passata da incorniciare con la sorpresa di Simone Inzaghi: conferma meritatissima per il fratello del più famoso Pippo-gol.

Play si nasce: Andrea Pirlo, il genio della mediana

Il Re delle Punizioni abidca, Andrea Pirlo dice addio al rettangolo.Nel principio c'era il metodista. C'era il metodista perché l'ascesa di Andrea Pirlo ha rivoluzionato ruolo e un'intera generazione di aspiranti centrocampisti di manovra. Che del talento questo ragazzo bresciano lo aveva era abbastanza evidente, ma il talento non sposa un solo giocatore, è uno dei requisiti che tanti hanno ma pochi sanno esprimerlo al massimo. Ci è voluto tempo, delusione, porte in faccia ma Andrea Pirlo ha saputo sempre non chinarsi, anzi è diventato Andrea Pirlo, un'istituzione. Andrea Pirlo appende le 13. Un sussulto. Perché Andrea Pirlo, non è un centrocampista giunto alla venera età di 38 candeline, è l'icona di molti ragazzini cresciuti con le punizioni di questo ragazzo, ora barbuto, taciturno ma con un pennello anzichè un piede.Ma non è stato sempre al centro, come si dovrebbe ai Giotto, di tutto. Nell'Inter, squadra che lo ho coccolato quando era in fasce, è stato al centro si, ma di dubbi atroci, congetture irreali, equivoci, morale: cessione. Cosa? L'inter ha venduto Pirlo? Certo, per di più ai cugini rossoneri. Un affarone, decisamente. E' nell'interregno di Brescia che la luce si accede e Pirlo dimostra ogni frammento del suo sconfinato talento. Da metodista filtra ogni pallone e innesca i compagni verso la gloria. Nel Milan tutto questo viene esageratamente ingigantito, diventando il simbolo delle due Champions League rossonere, dello Scudetto e degli altri trionfi. C'è anche Andrea Pirlo a Berlino quando l'Italia di Lippi alza al cielo la Coppa del Mondo e in quella squadra Andrea Pirlo aveva le chiavi.Non è stato sufficiente perché Allegri gli ha preferito il ruvido Van Bommel. E lui? Zaino, scarpette e talento è emigrato in quel di Torino per la ricostruzione della Vecchia Signora post-calciopoli. La mobilità non è più quella di un tempo ma la visione, la classe, la leggiadria e la velocità di pensiero/esecuzione quelle si rimarranno incastonate in Andrea.E così la Juventus è risorta, quattro titoli nazionali, quattro titoli nei quali c'è la griffe di Andrea Pirlo. Anche la grande mela ha voluto omaggiare Andrea Pirlo, gli ultimi anni vestito di azzurro, azzurro come il cielo, azzurro come l'infinito.Andrea Pirlo non abbandona il calcio e il calcio che perde il suo figlio prediletto.Ci mancherai, Andrea @Pirlo_official#Dylan @deklan26

Il tango di Mauro

Tango o Salsa? Decisamente Tango, l'inter è tango, l'Inter è Icardi, l'Inter è Mauro, l'Inter è Wanda. Segnare tre gol in un derby non accadeva dal 2012, ai tempi c'era un certo Principe Milito e l'Inter non navigava così a vista come ora. Sembra passata un'era geologica, invece solo 5 anni, ed è decisamente cambiato tutto. L'Inter e il Milan non sono più l'Inter di Milito e il Milan di Ibrahimovic ma ora sono l'Inter di Nagatomo e il Milan di Rodriguez, non proprio la stessa cosa. Domenica sera c'è stata però l'apoteosi per la Milano nerazzurra. Il naviglio si è dipinto di nero e azzurro e il rosso si è dissolto sotto i colpi di Icardi.Opportunismo, recupero palla, acrobazia, rigore: un codensato chiaro e limpido di chi è Mauro e di cosa è capace questo attaccante moderno, 181 cm per 75 kg.E' il prototipo dell'attaccante del terzo millennio, fuori dal campo sempre alla ribalta, Wanda Nara non è mai a corto di argomenti e dentro al rettangolo è il numero 9 più forte d'Europa. Non ha ombre nel suo gioco. Gioca per la squadra ora, sponde, prende calcioni per far salire i suoi, oltre a questo non ha perso smalto e la sua verve sotto porta. La rasoiata di Candreva è tramutata in rete dalla girata precisa sul secondo palo, Donnarumma non può nulla. Il secondo gol è lo spot del capitano nerazzurro. Biglia si addormenta, Icardi scippa la rete e duetta con Perisc, 11 assist solo per Mauro, pallone a mezza altezza del croato e sforbiciata volante per rubare tempo al portiere: chapeau!Il Milan dall'inferno al paradiso per due volte, stadio in silenzio, 2-2 e sull'ingenuità colossale di Rodriguez, l'arbitro Tagliavento può solo indicare il dischetto del rigore.Una vita fa, qualche derby fa, Icardi era in ginocchio e Donnarrumma faticava a trattenere la gioia dopo il rigore neutralizzato. Domenica, qualche anno più tardi, di nuovo, uno di fronte all'altro, nel duello dagli undici metri. Icardi lo guarda dritto negli occhi, lo sfida e lo fulmina, aspettando il passo verso sinistra del numero 99. ll resto è 3-2, maglia celebrata come Messi al Camp Nou quasi a simboleggiare quanto questo ragazzo del 19-02-93 sia cresciuto, in tutto.#MI9#Dylan

Vorrei essere Roberto Carlos ma sono...Felice Centofanti

Chi è Roberto Carlos? Chi è Felice Centofanti?Secondo Dylan non conoscete né l'uno né l'altro. Hanno in comune qualcosa: ruolo e squadra di militanza per un periodo, altro no, decisamente no. Sono due terzini, mancini ma di diverso spessore. L'uno, il carioca, non è alto, non ha capelli fluenti ma ha un sinistro che pochi hanno. Il tiro a "tre dita" diciamo è roba sua. Si perché, seppur breve, nella sua esperienza all'Inter, durata il tempo di una stagione, un battito d'ali o poco più, ha saputo condensare tutto il suo essere appunto Roberto Carlos. Tiri di una potenza sovrumana, discese epiche, dribbling continui ma anche dimenticanze difensive. Un diamante grezzo insomma che non ha avuto il tempo per diventare una farfalla. È rimasto crisalide nell'Inter ma non altrove. Nel Real Madrid ha vinto tutto, ma proprio tutto. Coppe, Campionati (Liga spagnola) e la tanto agoniata Coppa dalle Grandi Orecchie. Tutto quello che i tifosi dell'Inter avrebbero voluto ma non è stato. Il cerino in mano è rimasto anzi si è bruciato quando la fascia ha cambiato inquilino. Diciamo che l'inquilino ha pagato l'affitto ma non ha lasciato il segno. La mancina dell’Inter è sempre stato un pianto. Un pianto perché ha cambiato spesso, appunto inquilino, ma a parte qualcuno, gli altri, la maggior parte, si sono fatti apprezzare più dalle squadre avversarie che dai supporters nerazzurri.

Cosa c'è dietro ad un'intervista Golee?

Abbiamo intervistato i ragazzi del Mezzano Porto Reno e ne sono venute fuori delle belle! Talmente belle che, con due ragazzi (Omar e Andrea) abbiamo deciso di tenere l'intervista completa così com'è per mostrarvi quello che si nasconde dietro al montaggio di un video Golee! Ecco l'intervista completa:

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